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Ortodonzia invisibile

Matteo, 25 anni, si trovava in una situazione estetica e funzionale molto difficile: come vedete dalla foto aveva un sovraffollamento di denti notevole. La masticazione ne risentiva molto e a livello sociale sorridere era davvero un problema. 

La situazione iniziale di Matteo

Matteo aveva valutato l’ortodonzia fissa classica, ma per motivi di tempo e per motivi estetici non voleva mettere l’apparecchio.

 

Poi ha scoperto la possibilità dell’apparecchio invisibile con il sistema delle mascherine trasparenti. Si è documentato sul nostro sito e così è arrivato in CMO.

Apparecchio Invisibile per Allineare Denti
L'apparecchio invisibile

La situazione iniziale di Matteo

Abbiamo preso l’impronta dentale di Matteo con lo scanner digitale 3D. E da qui siamo partiti per realizzare le mascherine trasparenti.

 

Il piano di cura è durato circa 1 anno e 8 mesi, interamente con le mascherine invisibili portate dal paziente per circa 22 ore al giorno.

 

Le mascherine non hanno alterato la pronuncia e la dizione di Matteo nelle vicende quotidiane, tra lavoro, famiglia e amici.

 

Matteo toglieva la mascherine solo per mangiare e per lavarsi i denti. Questo è un vantaggio notevole rispetto all’apparecchio fisso, perché gli ha permesso di curare a fondo la propria igiene e di mangiare anche cibi con consistenza più dura, senza privarsi di nulla.

 

È stato raggiunto un ottimo risultato, sia a livello funzionale per la masticazione, sia a livello estetico per sorridere senza imbarazzo. 

Il sorriso di Matteo dopo il trattamento con l’apparecchio invisibile

Il nuovo sorriso a Matteo è garantito per molti anni, grazie alla stabilizzazione dei denti con le contenzioni fisse superiori e inferiori e due mascherine trasparenti finali che Matteo porta solo di notte.

 

Il caso di Matteo con le mascherine invisibili è la prova che questo tipo di trattamento può risolvere anche casi di ortodonzia molto difficili.

Il nuovo sorriso di Matteo

Se sei interessato a conoscere di più la soluzione dell’apparecchio invisibile contattaci.

Ricorda che la visita dal dentista rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico. È consigliabile effettuare una visita e ricevere un parere completo da uno specialista che potrà verificare se ci sono tutte le condizioni necessarie per poter iniziare un trattamento terapeutico di questo tipo.

Apparecchio denti: caso di ortodonzia intercettiva

Oggi vi raccontiamo il caso di Melissa. È arrivata in CMO all’età di 8 anni. Dopo la prima visita e lo studio del caso è stato intrapresa una terapia ortodontica intercettiva, mirata appunto ad intercettare in anticipo la malocclusione già in età evolutiva.

 

La terapia prevedeva 2 apparecchi fissi per un periodo di 10 mesi. Successivamente è stato realizzato un apparecchio notturno per la bambina che sta ancora utilizzando. Al momento Merlissa ha compiuto 10 anni e sta completando la sua dentatura.

 

Grazie a questo intervento in fase evolutiva Melissa verosimilmente non avrà più bisogno di altri apparecchi, ad eccezione di eventuali necessità di rifiniture estetiche. Se Melissa non avesse intercettato, grazie ad un odontoiatra professionista, la situazione di malocclusione avrebbe probabilmente riscontrato diversi problemi in età adulta con la necessità di molti interventi.

Protesi dentale fissa su 5 impianti

Francesca, 67 anni

Motivo della visita: la paziente accusava una forte mobilità dei denti e molto dolore nell’arcata inferiore.

Terapia proposta: pianificazione dell’intervento per l’inserimento di 5 impianti post estrattivi, assieme alla consegna della protesi provvisoria a carico immediato entro le 24 ore.

Risoluzione di denti fratturati con tecnica conometrica

Matteo ha 51 anni ed è arrivato in CMO presentando una frattura dell’incisivo frontale n.22. 

 

La terapia individuata e applicata è stata la seguente.

 

Dopo aver estratto il dente fratturato, è stato effettuato l’inserimento dell’impianto, e successivamente è stato inserito il dente provvisorio con carico immediato.

 

Come nel caso di Anna, è stata utilizzata la tecnica conometrica. Di cosa si tratta? Sostanzialmente i denti vengono trattenuti direttamente sugli impianti grazie alla componentistica conometrica.

 

Nell’impianto di Matteo è stata inserita la cappetta conometrica e su quest’ultima è stato agganciato il dente con il risultato di una presa perfetta e una estrema affidabilità di tenuta.

 

Con questa tecnica l’invasività dell’intervento è ridotta al mimino, perché non sono state utilizzate viti di ritenzione, e quindi non sono stati forati i denti per effettuare l’ancoraggio.

 

Inoltre, grazie alla tecnica conometrica non sono stati utilizzati cementi, che potrebbero in casi di residui presentare problemi di infezione alle gengive.

Risoluzione di agenesia con tecnica conometrica

Oggi vi raccontiamo il caso di Anna, 26 anni.

 

Anna è arrivata in CMO e riportava una agenesia degli incisivi laterali superiori: sostanzialmente non le erano mai cresciuti i due denti in questione.

 

Con Anna la terapia individuata e applicata è stata la seguente.

 

Innanzitutto è stato effettuato l’inserimento di due impianti, in corrispondenza dei denti mancanti, e successivamente i due denti provvisori sono stati inseriti con carico immediato.

 

Per fare questo è stata utilizzata la tecnica conometrica. Di cosa si tratta? Sostanzialmente i denti vengono trattenuti direttamente sugli impianti grazie alla componentistica conometrica. Nell’impianto viene inserita la cappetta conometrica e su quest’ultima viene agganciato automaticamente il dente con una presa perfetta e una estrema affidabilità di tenuta.

 

Con questa tecnica l’invasività dell’intervento è ridotta al mimino, perché non vengono utilizzate viti di ritenzione, e quindi non vengono forati i denti per effettuare l’ancoraggio.

 

Inoltre, grazie alla tecnica conometrica non vengono utilizzati cementi, che potrebbero in casi di residui presentare problemi di infezione alle gengive.