Apparecchio denti: caso di ortodonzia intercettiva

Oggi vi raccontiamo il caso di Melissa. È arrivata in CMO all’età di 8 anni. Dopo la prima visita e lo studio del caso è stato intrapresa una terapia ortodontica intercettiva, mirata appunto ad intercettare in anticipo la malocclusione già in età evolutiva.

 

La terapia prevedeva 2 apparecchi fissi per un periodo di 10 mesi. Successivamente è stato realizzato un apparecchio notturno per la bambina che sta ancora utilizzando. Al momento Merlissa ha compiuto 10 anni e sta completando la sua dentatura.

 

Grazie a questo intervento in fase evolutiva Melissa verosimilmente non avrà più bisogno di altri apparecchi, ad eccezione di eventuali necessità di rifiniture estetiche. Se Melissa non avesse intercettato, grazie ad un odontoiatra professionista, la situazione di malocclusione avrebbe probabilmente riscontrato diversi problemi in età adulta con la necessità di molti interventi.

Protesi dentale fissa su 5 impianti

Francesca, 67 anni

Motivo della visita: la paziente accusava una forte mobilità dei denti e molto dolore nell’arcata inferiore.

Terapia proposta: pianificazione dell’intervento per l’inserimento di 5 impianti post estrattivi, assieme alla consegna della protesi provvisoria a carico immediato entro le 24 ore.

Risoluzione di denti fratturati con tecnica conometrica

Matteo ha 51 anni ed è arrivato in CMO presentando una frattura dell’incisivo frontale n.22. 

 

La terapia individuata e applicata è stata la seguente.

 

Dopo aver estratto il dente fratturato, è stato effettuato l’inserimento dell’impianto, e successivamente è stato inserito il dente provvisorio con carico immediato.

 

Come nel caso di Anna, è stata utilizzata la tecnica conometrica. Di cosa si tratta? Sostanzialmente i denti vengono trattenuti direttamente sugli impianti grazie alla componentistica conometrica.

 

Nell’impianto di Matteo è stata inserita la cappetta conometrica e su quest’ultima è stato agganciato il dente con il risultato di una presa perfetta e una estrema affidabilità di tenuta.

 

Con questa tecnica l’invasività dell’intervento è ridotta al mimino, perché non sono state utilizzate viti di ritenzione, e quindi non sono stati forati i denti per effettuare l’ancoraggio.

 

Inoltre, grazie alla tecnica conometrica non sono stati utilizzati cementi, che potrebbero in casi di residui presentare problemi di infezione alle gengive.

Risoluzione di agenesia con tecnica conometrica

Oggi vi raccontiamo il caso di Anna, 26 anni.

 

Anna è arrivata in CMO e riportava una agenesia degli incisivi laterali superiori: sostanzialmente non le erano mai cresciuti i due denti in questione.

 

Con Anna la terapia individuata e applicata è stata la seguente.

 

Innanzitutto è stato effettuato l’inserimento di due impianti, in corrispondenza dei denti mancanti, e successivamente i due denti provvisori sono stati inseriti con carico immediato.

 

Per fare questo è stata utilizzata la tecnica conometrica. Di cosa si tratta? Sostanzialmente i denti vengono trattenuti direttamente sugli impianti grazie alla componentistica conometrica. Nell’impianto viene inserita la cappetta conometrica e su quest’ultima viene agganciato automaticamente il dente con una presa perfetta e una estrema affidabilità di tenuta.

 

Con questa tecnica l’invasività dell’intervento è ridotta al mimino, perché non vengono utilizzate viti di ritenzione, e quindi non vengono forati i denti per effettuare l’ancoraggio.

 

Inoltre, grazie alla tecnica conometrica non vengono utilizzati cementi, che potrebbero in casi di residui presentare problemi di infezione alle gengive.